
Paolo Vanoli è diventato ufficialmente ieri il sessantunesimo allenatore nella storia della Fiorentina, al termine di una giornata trascorsa interamente al Viola Park. Come riporta Repubblica, nel pomeriggio di ieri il tecnico varesino ha diretto il primo allenamento: seduta di scarico post Mainz e prime parole con un gruppo da cui dovrà tirare fuori il meglio per uscire dal baratro, con tre punti praticamente necessari nello scontro salvezza di domani a Marassi contro il Genoa che non ammette appello.
Ma proprio questa sfida apparentemente complicata ha dato la carica giusta a Vanoli per accettare la Fiorentina, dopo un corteggiamento partito da lontano, portato avanti addirittura dall’ex ds Pradè dopo i primi dissidi con l’ex tecnico Pioli. Vanoli, grande amico del dirigente da tanti anni, aveva subito aperto alla possibiltà di sedersi sulla panchina viola in caso di necessità. In questi ultimi giorni i definitivi tasselli per completare la trattativa sono andati a posto. Così la Fiorentina (senza Pradé) dopo l’esonero di Pioli sceglie l’ex tecnico del Venezia per la risalita in classifica e per cercare di dare una svolta alla propria stagione. Certo, Vanoli non è stato l’unico nome sui taccuini della società: lunedì sera D’Aversa sembrava molto vicino, salvo poi veder saltato l’affare martedì per altri fattori. E’ stato sondato anche Nesta, mentre è sempre stato improbabile un ritorno di Palladino. Alla fine è stato il nuovo direttore sportivo, Roberto Goretti a scegliere Vanoli nel solco della continuità con Pradé e con la voglia di dare uno shock positivo al gruppo. Per Vanoli pronto un contratto fino a giugno con opzione per la prossima stagione e tanti bonus da far scattare sulla base dei piazzamenti, dal decimo posto fino addirittura ad uno legato a una qualificazione Champions, quasi impossibile vista la media punti attuale.








