Questa sera si affronteranno Milan e Fiorentina, match che mette di fronte due squadre con stili, filosofie e numeri che evidenziano clme tutte e due vedano il calcio in modo opposto.
Grazie ai dati forniti da Comparisonator, andiamo a vedere nel dettaglio.
Il Milan di Allegri si conferma una squadra che preferisce gestire il gioco attraverso il possesso, piuttosto che recuperare palla con aggressività. I rossoneri vantano numeri da primato: 88% di precisione nei passaggi (1° in Serie A); 89% di passaggi offensivi riusciti e 81% di passaggi completati nell’ultimo terzo di campo.
Tuttavia, il controllo del gioco non si traduce sempre in una superiorità territoriale. Il field tilt (dominio nella 3/4 avversaria) del 44% e un possesso medio del 50% ci parlano di una squadra che, pur mantenendo la palla, tende a rimanere nella propria metà campo. La linea difensiva, infatti, è relativamente bassa (43 metri in media), indice di un atteggiamento prudente.
Nonostante la qualità del palleggio, il Milan fatica a concretizzare: 70% di azioni offensive riuscite (miglior dato della Serie A), ma solo 15% di conversione delle occasioni.
Il dato sugli expected goals (1.72 xG) rispetto ai gol effettivi (1.5) evidenzia una sottoperformance in fase realizzativa, sintomo di un attacco poco cinico sotto porta.
I rossoneri inoltre concedono pochissimo (0.76 xGA, terzo miglior dato del campionato), ma più per merito del loro possesso che per un pressing alto o qualità nei duelli.
Il Milan è 20° in Serie A per riaggressione nei primi 5 secondi, confermando una filosofia difensiva passiva: la squadra si difende mantenendo il pallone. Solo 21.7 recuperi alti in media e 90,5 palle perse subite (2° dato più basso del torneo).
Dal punto di vista atletico, Milan e Fiorentina incarnano due visioni opposte del calcio moderno. Il Milan punta sulla resistenza e continuità, percorrendo 101,2 km con 123 sprint medi di 4,7 metri. La Fiorentina, invece, fa dell’esplosività la propria arma: 149 sprint con una distanza media di 10,8 metri.
Due filosofie agli antipodi: corsa costante contro accelerazioni improvvise.
Nei duelli e nei contrasti, la Fiorentina ha spesso la meglio: 188 duelli totali contro i 150 del Milan; 51% di tackle vinti contro il 48% dei rossoneri; maggior successo nei duelli aerei e nei contrasti offensivi.
Il controllo delle seconde palle sarà un fattore decisivo nello sviluppo del match.
Il Milan inoltre si affida alla precisione metodica, costruendo centralmente e filtrando tra le linee, con solo il 6% dei cross che portano a un tiro.
La Fiorentina, invece, punta molto sulla verticalità e sui cross, con 13% di cross finalizzati in conclusione.
In altre parole, il Milan costruisce, la Fiorentina attacca.
Allegri ha impostato una strategia basata sulla densità sul lato sinistro, con Modrić basso a gestire i ritmi e Pulisic che si accentra per liberare la corsia a Estupinan (o Bartesaghi, che giocherà stasera).
Il gioco si sviluppa in sovraccarico su un lato per poi cambiare fronte rapidamente, colpendo dove la difesa viola si è svuotata.
Loftus-Cheek e Nkunku (anche se il primo è acciaccato e il secondo quasi certamente sarà assente) garantiscono inserimenti rapidi, rendendo il Milan pericoloso nelle transizioni brevi.
La manovra rossonera si basa su una costruzione “3+1” o “3+2”, con Modric sempre cardine del gioco.

Il croato, grazie alla sua visione e alla capacità di resistere al pressing, permette al Milan di gestire il ritmo a piacimento. Rabiot e Pulisic completano la struttura abbassandosi a turno per creare linee di passaggio, motivo per cui le loro assenze possono pesare.

In non possesso, il Milan si dispone in un 4-4-2 molto compatto, schermando i mezzi spazi e chiudendo il centro. Gli esterni stringono per formare una linea difensiva a quattro, sacrificando l’ampiezza pur di mantenere densità in zona centrale.







