A La Gazzetta dello Sport ha parlato Jacopo Fazzini, centrocampista viola arrivato a Firenze in estate dall’Empoli
“Mi creda, non sto taroccando. Il mio bisnonno ci giocò nell’anno di fondazione, il 1926, segnando pure. Per i 90 anni del club ci invitarono, andammo io, tredicenne, e mia mamma Daniela. Così come dico che in casa siamo tutti tennisti, ribadisco che siamo anche tifosi viola”.
Sul primo contatto con la Fiorentina: “(È stato, ndr)Finito il campionato, ero con l’Under 21. Quando il mio procuratore, Luca Puccinelli, mi ha accennato gli ho detto “andiamo subito”. Avevo a Empoli un contratto fino al 2027, ma già da gennaio pensavo a fare un salto in alto. Ora sono qui, felice, in questo centro splendido dove ho trovato una grande accoglienza.”
Su Pioli: “Ci aiuta, ci dà consigli, ti fa rivedere l’errore. Ha le idee chiare”.
Lei ha preso il 22, a Empoli aveva la 10: “Qui era di Gudmundsson. Il 22 lo portava Kakà, uno che mi è sempre piaciuto.”
Su Gudmundsson: “Mi entusiasma il suo primo controllo. Poi il dribbling, il tiro. E’ forte”.
Lei in cosa eccelle? “Anche io nel dribbling e nella transizione offensiva. Devo migliorare nell’intensità difensiva”.
Sul finale di stagione ad Empoli: “Ho avuto un infortunio muscolare alla coscia, fastidioso. E quando sono rientrato avevo voglia, mi sentivo bene, ho trovato continuità. Quella che ci è mancata da dicembre ad aprile, oltre ai troppi infortuni”
Che ruolo si sente? “Mezzala offensiva”
E Pioli cosa le chiede? “Mi fa fare il trequarti, di cucire il gioco e di attaccare la profondità”.
Su Kean: ” È fortissimo. Una super potenza fisica. Quando sposta la palla per calciare è pazzesco.”
Su Baldanzi: “È un fratello, abbiamo trascorso il weekend a Parigi. Sono certo che saprà giocarsi le sue carte alla Roma.”
Sul suo stile di vita: “Sono un viareggino puro. La mia vita è lì, semplice: amici cari, PlayStation e a volte mi schiero. La mia ragazza. La famiglia, papà commercialista, mamma insegnante”
Due soli figli? “No, c’è anche Carolina. Che soffre da piccola di una malattia rara: la sindrome di Rett. Colpisce solo le donne. Rimani bambino. Io e Tommaso, per quel che possiamo, diamo una mano e ci siamo abituati a conviverci. Abbiamo pure creato una fondazione, “Ti amo”, e a Viareggio c’è un medico esperto di questa malattia. Si lavora a una sperimentazione per la cura, ma è lunga. Di sicuro capisci che le cose importanti della vita sono altre.”
Sugli studi: “Faccio Scienze Motorie, on line”.
A Viareggio incrocia mai Marcello Lippi? “Abitiamo nella stessa strada, prima ci stava anche Pierluigi Collina. Ogni tanto scambiamo qualche parola”.
Da Viareggio a Empoli a Firenze. Un tour della Toscana. “Da ragazzino andavo a Empoli col treno. E’ stata una tappa importante, è parte della mia vita. Sento ancora tanta gente nel club. Ora sono a Firenze, vivo a 10 minuti dal Viola Park. Così non becco il traffico.”
C’è più traffico per la corsa alle piazze europee importanti. “In spogliatoio ci siamo dati degli obiettivi. Che sono quelli di arrivare più in alto possibile”
Potete farcela? “Siamo forti. Ma il calcio è cambiato davvero. Nessuno è così più forte, tutte le squadre sono preparate. Però sono fiducioso. A Cagliari si è fatto un buon secondo tempo, col Torino siamo stati lenti ed è mancata l’intensità, ora il Napoli.”
Finora il suo pezzo forte è stato lo slalom contro il Polissya e palo finale… “Sa quante volte l’ho rivista? Un tacco di un difensore l’ha deviata, altrimenti entrava e sarebbe stato stupendo.”









