David de Gea è una delle notizie più favorevoli di questo inizio di stagione 2025/2026 della Fiorentina: il portiere spagnolo ha deciso di legarsi alla società viola e di prolungare il contratto fino al 2028 dopo la bellissima annata scorsa. L’ex Manchester United si è raccontato a 360 gradi in un’intervista concessa a Cronache di Spogliatoio: “Ero il capocannoniere della mia scuola, giocavamo a calcetto perché eravamo piccoli. In quella squadra c’erano anche i miei due migliori amici fino a oggi, Javier e Felix. Mi piaceva giocare in attacco perché a quell’età prendi un sacco di gol e mi pesavano gli sguardi dei genitori in tribuna che davano sempre la colpa al portiere. Ma ero destinato a fare il portiere“.
“Colpa” del padre
Sulla scelta di fare il portiere: “Mio padre era portiere e lui voleva che facessi quel ruolo. Al momento di scegliere… non ho avuto grandi opzioni! Mi ha influenzato, certo, ma mi ha dato una grande mano per allenarmi nel cortile di casa. Durante le partite, anche se non c’era nessuno sugli spalti, lo trovavi sempre dietro la mia porta, da solo, che piovesse o ci fosse il sole”.
I problemi di vista
Sui problemi di vista e le lenti a contatto che indossava: “A scuola il professore si accorse che avevo problemi nel vedere la lavagna. Mi mancavano diottrie e misi gli occhiali. Poi le lenti a contatto per giocare. Mi davano fastidio perché mi seccavano gli occhi durante le partite e soffrivo parecchio. Qualche anno fa mi sono operato con il laser, una meraviglia. Ma da ragazzo mi dava fastidio, avevo lenti apposite fatte su misura per andare in campo, più morbide, ma che davano comunque fastidio. Mi allenavo però senza lenti… allenavo il riflesso! E poi avevo una scusa se prendevo gol: ‘Sai, non ci vedo!’”.
Il mancato passaggio al Real Madrid
Sul mancato approdo al Real Madrid che sembrava fatto: “A fine carriera parlerò di cos’è successo quel giorno. Alla fine non è successo e credo che quando accadono certe cose, ci sia un motivo: sono rimasto a Manchester e sono stato felicissimo. È casa mia e penso che sia andata bene così. Ci è andato Courtois, che aveva trovato spazio all’Atlético proprio grazie alla mia partenza. Ha fatto benissimo e sono felice per lui”.
Sul periodo di inattività prima dell’arrivo alla Fiorentina: “Quando ho deciso di fermarmi cercavo un allenatore che mi potesse aiutare. Trovare lui è stata una fortuna perché mi ha aiutato molto, dentro e fuori dal campo in questo momento di pausa. L’anno sabbatico? Non era previsto, ma credo sia stato fondamentale per me, mi sono ripreso sia fisicamente che psicologicamente. Gli ultimi anni al Manchester United non sono stati facili ed ero esausto. Ho capito che dovevo fermarmi ed è stato un anno bellissimo. Mi sono divertito, sono tornato al top grazie anche agli allenamenti“.
Sul rapporto con la Fiorentina: “Mi ha aiutato molto a tornare a un ottimo livello che ho mostrato alla Fiorentina. Appena sono arrivato a Firenze mi sono sentito subito bene. Quando giochi nel Manchester vorresti giocare solo lì, avevo offerte da altri club inglesi ma sentivo che avevo bisogno di riposo. Credo sia andata bene, tornare alla Fiorentina è stata una grande scelta. Capisco i dubbi dopo un anno di stop, ma mi sentivo bene. Uno o due partite per recuperare le sensazioni e poi ero al top. Qui mi sono sentito a casa fin dal primo momento”.
Sull’arrivo di Dzeko: “La rimonta del suo City per il titolo della Premier nel 2012? Me l’ha già menzionata il primo giorno di ritiro… e mi ha ricordato che il primo gol che ho subito dopo aver firmato con il Manchester United me lo ha segnato lui in Community Shield, la supercoppa inglese. Gli ho ricordato però che alla fine quella partita e il trofeo li abbiamo vinti noi! Ma quel pomeriggio in cui abbiamo perso la Premier League faccio fatica a scordarlo: ero davvero giovane, ultima partita della stagione, avevamo rimontato 7 punti al City per poi superarli. Siamo arrivati all’ultima giornata che ci avevano recuperati. Noi giocavamo in trasferta contro il Sunderland, loro in casa con il QPR. Ricordo che i nostri tifosi esultare ai gol del QPR mentre noi vincevamo 0-1. Quando la nostra finì, ho pensato: ‘Ok, è fatta, siamo campioni’. Poi hanno segnato il pareggio e sulle tribune sono iniziati i mormorii, e il Kun Agüero all’ultimo istante ha completato la rimonta e hanno vinto 3-2. Fu un momento di shock. Negli spogliatoi la gente era a pezzi, arrabbiata. Perdere un campionato così non lo auguro a nessuno. Ma ci siamo rifatti l’anno dopo: Ferguson prese van Persie, che fece una stagione incredibile, e vincemmo il campionato”.
Su Pioli: “Come dice il mister, bisogna lavorare e farlo bene. Ha uno stile di gioco chiaro, dobbiamo seguirlo tutti insieme e migliorare. Ho parlato con lui varie volte e ho percepito la sua energia. Possiamo fare una grande stagione”.








