La Fiorentina si avvicina alla semifinale di andata di Conference League contro il Betis: sarà un ambiente infuocato domani sera al Benito Villamarin con 60000 tifosi a spingere i padroni di casa verso la finale. In conferenza stampa, al fianco di Palladino, c’era Robin Gosens.
Sulla partita con l’Empoli e su Antony: “La partita con l’Empoli sicuramente è stata molto intensa, ma l’importante è aver portato a casa i tre punti. Antony l’ho già beccato ai tempi dell’Ajax quando giocai la Champions ai tempi dell’Atalanta e so di cosa è capace, ma credo in me, credo nella squadra. Nell’ultimo periodo ho lavorato tantissimo per recuperare dall’infortunio ed essere pronto al più presto per questo finale di stagione.
Sull’ambiente caldo di Siviglia: “Domani sarà una partita speciale, bisognerà godersi anche il momento perché una semifinale europea non capita tutti i giorni e le partite internazionali sono quelle più speciali. Cercherò di trasmettere tranquillità e carica ai miei compagni avendo giocato anche partite di Champions”.
Sulle sue doti da leader: “Sono un po’ così da sempre, sono un giocatore che ha grande mentalità e cerco di metterla in campo. Non sono quello più tecnico e quello che ha più numeri, ma cerco di mettere mentalità di vincere per arrivare ai grandi traguardi. Vengo da un anno difficile in Germania, non mi sono trovato bene a livello familiare e sono grato di Firenze e della Fiorentina per essere tornato in Italia, che è la mia seconda casa.
Ancora sull’ambiente: “Domani andrà affrontata la partita con fiducia, non bisogna avere l’ansia dei tanti tifosi, ma uno stimolo per fare ancora meglio. Giochiamo a calcio per le grandi partite, nei grandi stadi e davanti a tanti tifosi. Non bisogna mai dimenticare che abbiamo grande qualità.
Sulla situazione Kean: “A Moise vogliamo bene, serve un sorriso o un abbraccio, non tante parole, ma ci siamo come famiglia, come persone. A Moise non abbiamo detto tante cose, l’abbiamo abbracciato e gli abbiamo mostrato che siamo un grande gruppo.








