Borja Valero, un nome indissolubilmente legato alla storia recente della Fiorentina, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per commentare la vittoria dei viola a Cagliari e analizzare le prospettive future della squadra guidata da Raffaele Palladino.
Lo spagnolo, centrocampista elegante e cervello della mediana gigliata per cinque stagioni indimenticabili (dal 2012 al 2017), ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei tifosi grazie alla sua classe, visione di gioco e leadership silenziosa.
Arrivato dal Villarreal, Borja Valero divenne rapidamente un pilastro della Fiorentina di Vincenzo Montella. Contribuì a raggiungere risultati importanti e a infiammare il pubblico del Franchi con prestazioni di altissimo livello. La sua capacità di dettare i tempi della manovra, verticalizzare il gioco con precisione millimetrica e inserirsi in zona gol lo resero un giocatore fondamentale e amato.
Dopo una parentesi all’Inter, è tornato a Firenze per una breve esperienza nel 2020-2021, chiudendo un cerchio e confermando il suo profondo legame con la città e il club.
Oggi, da osservatore attento ed ex protagonista, le sue parole sulla Fiorentina hanno un peso specifico importante.
Qualificazione Champions: “Credetemi, la Champions League è un obiettivo alla nostra portata. Adesso qualificarsi per l’Europa è più accessibile, guardate la Fiorentina. Ai miei tempi non era così. Sulla carta abbiamo un calendario più agevole rispetto alle altre, quindi dobbiamo sognare in grande. C’è un entusiasmo palpabile, bisogna crederci con tutto il cuore… e se non dovessi giocarla, verrei sicuramente a vederla! Certo, la stanchezza si fa sentire, sia nel corpo che nella mente, ma la prospettiva di raggiungere un traguardo così importante è una motivazione ancora più forte”.
Su Cagliari Fiorentina: “Nonostante il vento che ha reso tutto difficile e un gioco non spettacolare, la cosa fondamentale è stata la mentalità. Non ci siamo arresi quando siamo andati in svantaggio e abbiamo continuato a lottare, trovando poi i gol con azioni ben costruite”.
Individualità viola: “Beltran ha la capacità di fare la punta centrale in un attacco a due, con la sua mobilità e i cambi di posizione. Non ha tanto spazio perché Palladino preferisce Gudmundsson con Kean. Però è quel tipo di giocatore che, entrando dalla panchina, alza il livello della squadra, una caratteristica che ci è mancata in passato. È normale che sprechi qualche occasione da gol quando si spende tanto come fa lui, ma credo sia una sua peculiarità che piace molto all’allenatore. E poi vorrei sottolineare la grande partita di Marì, che ha controllato bene Piccoli e giocato con grande intelligenza”.

Foto: Goal.com







