David de Gea: anche stasera deve metterci le mani più volte con interventi a più riprese, specialmente nel primo tempo su Svetlin. 6.5
Marin Pongracic: ha il merito di sganciarsi più volte, di impostare e di far partire l’azione per il gol di Mandragora. Dei tre è sicuramente il più a suo agio nel giocare nella metà campo avversaria, ma si perde completamente la marcatura sul gol di Nemanic. 6
Pietro Comuzzo: fa fatica nella posizione di centrale della difesa a tre e sarebbe molto più a suo agio in una difesa a due. Responsabile sul buco lasciato in occasione dell’1-1 del Celje, gli manca ritmo partita e si vede. 5
Luca Ranieri: dei tre sicuramente è quello più concentrato e più pulito dietro, sbaglia poco e resta applicato. Segna anche, ma il gol gli viene annullato. 6.5
Fabiano Parisi: bravo a puntare più di una volta e a mettere in difficoltà quando attacca Matko, ma non è altrettanto performante nella sua metà campo e dà la solita sensazione di timidezza. 5.5
Dall’80’ Robin Gosens: s.v.
Rolando Mandragora: è il centrocampista più dinamico e quello che interpreta meglio la doppia fase. Un altro gol che è prezioso e che sblocca la partita e un’altra prestazione di buona continuità. 6.5
Dal 90’ Yacine Adli: s.v.
Danilo Cataldi: il solito Cataldi che si vede poco e che fa un po’ di lavoro sporco in mezzo al campo. 6
Nicolò Fagioli: meno intuizioni, meno guizzi rispetto alle ultime uscite, anche se l’atteggiamento totalmente rinunciatario che ha la Fiorentina per larghi tratti della gara non lo aiuta. 6
Dall’80’ Amir Richardson: s.v.
Michael Folorunsho: ancora schierato da quinto di centrocampo un giocatore che si sta sfinendo e si sta smarrendo in quella posizione di campo. Sempre fuori ruolo e poco a suo agio. 5.5
Albert Gudmundsson: come contro il Parma è un po’ fuori dal gioco, dà la sensazione di potersi accendere, ma si accende poco e rimane un po’ corpo estraneo. 5.5
Dal 90’ Lucas Beltran: s.v.
Moise Kean: sempre l’uomo che toglie le castagne dal fuoco, che tiene palla, che fa reparto, che si prende falli, che con la sua giocata riporta la Fiorentina in vantaggio in un momento difficilissimo. Un giocatore pazzesco. 7
Allenatore Raffaele Palladino: non ci siamo proprio. Squadra impaurita, tramortita, costantemente succube di qualsiasi avversario, una sofferenza immane contro una squadra modesta. Gioco non ce n’è traccia e siamo ad aprile, scelte coraggiose zero, non cambia nulla nella formazione iniziale e in semifinale servirà di più con il Betis per non finire gambe all’aria. 5








