David de Gea: dopo una partita da spettatore non pagante, nel finale deve compiere due grandi interventi su Iosifov e Nieto, mentre sul rigore non può nulla. Chiude la sua partita con un miracolo su Edmilson. 7
Marin Pongracic: in qualche situazione disattento, ma comunque sempre presente e preciso nell’uscita bassa e non disdegna neanche qualche sortita offensiva. Disastroso nel secondo tempo con il fallo da rigore sulla spina nel fianco Matko. 5
Pietro Comuzzo: dietro è sempre concentrato e impeccabile, quando ha il pallone tra i piedi mostra ancora i suoi limiti, come in occasione del calcio d’angolo regalato. 6
Luca Ranieri: ci aveva provato con i suoi inserimenti offensivi nelle ultime partite e stavolta si prende il pallone e si inventa un gol dal niente (con la compartecipazione di Ricardo Silva). Dietro rimane sempre applicato. 7
Matias Moreno: gioca in un ruolo evidentemente non suo e fa il compitino, interpretando la sua posizione in maniera prettamente difensiva, non andando quasi mai sul fondo. Esce all’intervallo per l’ammonizione. 5.5
Dal 46′ Fabiano Parisi: non entra benissimo con un brutto pallone perso all’indietro. 5.5
Danilo Cataldi: le geometrie e l’ordine che la Fiorentina ha a centrocampo parte sempre dai suoi piedi, dalla sua intelligenza e dalla sua calma nel gestire il possesso. 6.5
Dal 63′ Nicolò Fagioli: entra male spalancando le porte al contropiede che porta all’1-2 del Celje. 5
Rolando Mandragora: perde qualche pallone, conclude malamente in un paio di circostanze e non appare in serata in quella che è la presenza che lo consacra come giocatore della Fiorentina più presente di sempre nelle partite internazionali. Nel secondo tempo cambia registro e festeggia questo traguardo con il rigore conquistato e segnato. 7
Yacine Adli: rientra dopo tanto tempo fra i titolari, ma la sensazione è di un giocatore svagato, poco concentrato e un po’ superficiale. Impreciso, qualche errore tecnico di troppo, approccia la partita un po’ come la serata disastrosa di Nicosia. 5.5
Dal 63′ Amir Richardson: entra decisamente meglio rispetto a Fagioli e Parisi, va vicino al gol con una bella conclusione, porta palla, si fa sentire con la sua fisicità a centrocampo. Ottimo spirito rispetto alle ultime apparizioni. 6.5
Michael Folorunsho: si applica sicuramente di Moreno in un ruolo non suo adattato a sinistra e poi a destra. Spinge, a volte salta l’uomo, ripiega e fa sempre valere il suo apporto fisico per contenere il pericoloso Matko. 6
Dal 77′ Dodo: s.v.
Nicolò Zaniolo: fa davvero fatica come prima punta, tiene pochi palloni, non fa salire la squadra e non si rende pericoloso in zona gol. Si fa anche ammonire ingenuamente. 5
Dall’89’ Moise Kean: s.v.
Lucas Beltran: cerca di far raccordo tra centrocampo e attacco, si muove tanto, ma fa fatica a trovare una posizione precisa e non combina granché. Sbaglia anche un gol nel secondo tempo. 5.5
Allenatore Raffaele Palladino: schiera diverse alternative dall’inizio e la Fiorentina sicuramente ne risente dal punto di vista della sua espressione e brillantezza. Comunque dietro rischia qualcosa specialmente nel finale e davanti trova due episodi per indirizzare la qualificazione. 6







