David de Gea: praticamente non deve compiere interventi nel primo tempo, nel secondo il Pana arriva più spesso, ma comunque non deve sporcarsi troppo i guanti. 6
Marin Pongracic: è a dir poco cruciale per questa squadra, per la qualità che dà in uscita, per quanto è pulito in tutte le giocate, per come è ordinato in fase difensiva. 6.5
Pietro Comuzzo: molto roccioso e attento su Swiderski, facendosi sentire dal punto di vista fisico anche con le cattive se necessario. Quando deve fare il suo compito, ossia coprire e stare in marcatura, è nella sua comfort zone. Prodigioso sull’intervento su Tete che aveva concluso a botta sicura. 7
Luca Ranieri: dei tre è quello che si sgancia di più a fare il braccetto e a partecipare alla fase offensiva. Ci mette corsa, impegno e determinazione, non sempre perfetto nelle sue uscite sulle quali a volte la Fiorentina rischia. 6.5
Dal 79’ Nicolò Zaniolo: s.v.
Robin Gosens: in quella posizione è davvero valorizzato per le sue capacità di spinta e propulsione. Non si ferma un attimo, arriva sempre sul fondo a mettere palloni e a rendersi pericoloso. Determinante insieme a Comuzzo sul tiro di Tete a metà ripresa. 7
Rolando Mandragora: è semplicemente in serata di grazia. Si inventa subito la perla che sblocca la partita, poi sfiora il raddoppio personale con una bella punizione. Decisivo. 7.5
Dal 79’ Yacine Adli: s.v.
Danilo Cataldi: è quello che dà più equilibrio a centrocampo, facendo la prima costruzione e facendo un po’ da diga. Fa diligentemente il lavoro sporco che gli viene richiesto, anche se non si vede tantissimo. Batte una bella punizione che Dragowski salva. 6
Dal 61’ Michael Folorunsho: si prende falli e fa valere la sua fisicità al rientro dopo l’infortunio. 6
Nicolò Fagioli: si vede dal tocco della palla che ha una marcia in più su tutti gli altri. Smista palloni, porta palla, va in conduzione, si fa trovare tra le linee, offre ai compagni inviti geniali con la sua fantasia. Un calciatore che deve stare al centro di questa squadra. Paga dazio l’ingenuità che causa il rigore su Ounahi che riapre la partita. 5.5
Dodo: si vede che non è al meglio, le gioca tutte e dal punto di vista fisico e della brillantezza ne risente. Il suo impegno comunque non manca, prendendosi alcuni falli preziosi e facendo risalire la Fiorentina. 6
Dal 94’ Matias Moreno: s.v.
Moise Kean: meno lucido e meno ‘killer’ di altre volte in zona gol. Due volte ha l’occasione davanti a Dragowski, ma gli manca un po’ di cattiveria e di cinismo. Nel secondo tempo alla prima occasione fa un gol da vero centravanti e attaccante di razza. 7
Albert Gudmundsson: tutta la sua tecnica e il suo estro emerge anche nelle poche volte in cui è protagonista. Si prende la squadra sulle spalle e segna il gol del 2-0 beffando il portiere con una bella finta. Un giocatore sempre più ritrovato: sette gol stagionali, media altissima. 7
Dal 61’ Lucas Beltran: non entra benissimo toccando pochi palloni e restando poco nel vivo del gioco. 5.5
Allenatore Raffaele Palladino: la Fiorentina riesce a sbloccare subito la sfida e scende in campo con un ottimo approccio nel primo tempo, con la voglia di mettere in discesa questa serata. Nel secondo tempo però riemergono i soliti limiti e le solite paure, arretrando e concedendo tanto al Panathinaikos, che prende coraggio, sfiora il 2-1 e poi fa anche l’assalto per il 3-2. Gestione del secondo tempo e del risultato discutibile, ma la qualificazione arriva. 6.5








