Stefano Cecchi (La Nazione): ” Sostituto di Kean? Zaniolo è il prescelto; Palladino è un conservatore illuminato, ha varie visioni di calcio”

A Radio Bruno è intervenuto Stefano Cecchi , giornalista de La Nazione, che ha analizzato la situazione della Fiorentina, suggerendo...

A Radio Bruno è intervenuto Stefano Cecchi, giornalista de La Nazione, che ha analizzato la situazione della Fiorentina, suggerendo Nicolò Zaniolo come sostituto di Kean per la gara contro il Como; inoltre, ha anche parlato del mister viola Raffaele Palladino e dell'apporto che possono dare alcuni dei nuovi acquisti della Fiorentina:

SUL SOSTITUTO DI KEAN CONTRO IL COMO:

“Kean è l’alchimista del gol viola al momento, e col Como si concederà un giorno di riposo. Si è riposato Dio, può farlo Kean. La squalifica capita contro una squadra che non è da sottovalutare, ma poteva andare peggio. Ci sono squadre che si chiudono a riccio, non è il caso del Como, che ha un calcio molto presuntuoso e se la gioca sempre. Potrebbe essere la partita adatta ad centravanti diverso come Zaniolo. Gudmundsson? No, nemmeno Caprini. Zaniolo è il prescelto, e lo si evince anche dalle parole di Palladino. Della batteria di attaccanti è l’unico che ha la struttura per ricoprire quel ruolo. Beltran per me è un centravanti, ma diverso, come lo era a suo tempo Inzaghi. Se lo scegli devi optare per un altro calcio. Con Zaniolo si può fare qualcosa di più simile al calcio che si gioca con Kean”.

SU PALLADINO:

“Palladino con l’Inter ha scelto il motto ‘squadra che vince non si cambia’. Chi lo ha criticato sarebbe stato il primo a farlo se la Fiorentina avesse perso cambiando uomini. Penso che Gudmundsson e Beltran giocheranno dietro Kean in futuro. Mandragora in questi anni l’ho criticato spesso, ma ultimamente sta giocando davvero bene ed è stato tra i migliori. Non sarebbe un’eresia riproporlo nelle prossime gare. Folorunsho ha ridato l’equilibrio che mancava alla Fiorentina, è un insostituibile al momento. Non credo che vedremo insieme Adli e Fagioli in mediana. Palladino è un conservatore illuminato, la sua tendenza è quella di non tenere il pallone ma durante la gara la squadra può assumere diverse vesti. Ha varie visioni di calcio, anche se è certamente più vicino a Mourinho che a Motta, per fare un esempio, e riesce ad arrivare al risultato".

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