Si è concluso il mese di gennaio (ed è iniziato quello di febbraio) e con lui anche il calciomercato invernale. Una sessione che ha visto la Fiorentina protagonista, senza ombra di dubbio, con otto cessioni e cinque acquisti. Sono arrivati Valentini (girato subito in prestito al Verona), Folorunsho, Pablo Marì, Zaniolo, Ndour e Fagioli, mentre sono partiti Martinez Quarta, Christensen, Kayode, Ikonè, Kouame, Biraghi, Sottil e appunto Valentini.
Alcuni ruoli sono rimasti scoperti, se si pensa alla riserva di Dodò e a quella di Kean, ma c'è da dire che la Fiorentina si è rinforzata. Sì, perché in difesa si è aggiunta esperienza, rispettivamente con Marì, mentre in mezzo al campo Fagioli può dare qualità, Folorunsho fisicità e dinamismo e Ndour può essere una sorpresa. A questi si aggiungono un Comuzzo rimasto, per fortuna, a Firenze (e vanno fatti complimenti alla società per non essersi mossa dalla valutazione di 40 milioni) e un Pongracic che sembra essersi finalmente svegliato. In mezzo al campo invece Adli, Mandragora, Cataldi e Richardson completano un reparto variegato e completo nelle sue caratteristiche. Forse poteva starci un centrocampista più dinamico, alla Belahyane, ma nella vita come si suol dire non si può avere tutto.
In attacco è arrivato Zaniolo, sul quale resto personalmente un po' sciettico, ma senz'altro può essere un jolly vista anche l'assenza di un vero sostituto di Kean. Insieme a loro completano il reparto Beltran, Gudmundsson e Colpani. Qualità, tanta, forse manca qualcuno da "ultimi minuti" che possa riempire l'area. Piccolezze? Lo vedremo, ma questo è oggettivo.
Quanto all'ultimo mese di campionato, si è vista una Fiorentina in ripresa, quantomeno sotto il punto di vista del carattere, ma questi secondi tempi sono un problema che va risolto. Che i nuovi acquisti possano dare una linfa in più? A parer mio sì e credo che lo stesso Palladino abbia in mente un modulo diverso, un modo di giocare diverso e che in questo momento, nonostante la sua attenzione alla fase difensiva, stia giocando con idee diverse da quelle inizialmente pensate.
Un voto al mercato? No, non mi piace. Potrei dirvi 7, potrei dirvi 8, come dirvi 6.5, ma alla fine chi parla è sempre il rettangolo verde. Sicuramente Palladino è stato ascoltato, e questo è positivo, adesso sta a lui mettere i giocatori in campo e migliorare (anche a detta sua) quanto di buono già fatto nel girone d'andata.








