Albert Mecklenburg (ex scout Rakow) a SV: “Non bisogna sottovalutare il Rakow. Trattai Fermin Lopèz…

Esperienze al Willem II, Emmen, Vancouver Whitecaps e Rakow, oltre migliaia di calciatori osservati, schedati e valutati in tutti i principali campionati mondiali. Albert Mecklenburg, scout internazionale, con un passato nella formazione polacca che sfiderà la Fiorentina in Conference League, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di SpaceViola.

Ha raccontato del suo vissuto in Polonia, poi analizzando alcuni singoli ed il nuovo tecnico del Rakow, ha evidenziato gli errori che la Viola non dovrà commettere.


Albert bentrovato. Che squadra si troverà difronte a sé la Fiorentina di Paolo Vanoli in Conference League?
“Il Rakow non è una squadra da sottovalutare, è arrivata seconda nella League Phase in Conference Leagu. Recentemente hanno cambiato allenatore, è stato rimpiazzato lo storico tecnico che ha condotto la squadra dalla terza divisione alla Serie A polacca. Il nuovo allenatore, reduce da un avvio discreto, si trova una sfida importante da dover affrontare ed un progetto ambizioso da dover condurre. Il tecnico ha confermato il 3-4-2-1, con un pressing molto aggressivo ed un calcio molto verticale”

Cosa dovrà evitare la Fiorentina? Quali sono i rischi da non commettere?
“La Fiorentina dovrà stare attenta a non perdere palloni in zone pericolose e non deve assolutamente concedere ripartenze al Rakow. La squadra polacca predilige verticalizzazione rapide ed incisive, penetra molto agilmente nelle difese avversarie in velocità”

Lukasz Tomczyk, che tipo di allenatore è?
“Arrivato a dicembre, siede sulla panchina del Rakow soltanto da 7-8 partite. E’ molto simile al suo predecessore, per questo motivo è stato scelto dal presidente, per dare continuità e stabilità al progetto. Lui è nativo proprio di Częstochowa, dunque è consapevole dell’importanza della gara”

Il Rakow, quarto in campionato ed a -3 dalla vetta è in corsa su più fronti. Riuscirà ad essere competitiva anche in Europa?
“Il campionato polacco è estremamente competitivo, tante squadre sono raggruppate in pochi punti, dunque è estremamente imprevedibile, oltre che avvincente. Dunque, sebbene il Rakow sia quarto, questo non vuol dire che sia “la quarta” formazione per forza in Polonia, anzi. Son però reduci da una lunga pausa invernale, circa due mesi, e questo potrebbe riversarsi sulla forma atletica; il lungo stop ha rotto il ritmo e soltanto ora stanno recuperando. I calciatori son molto fiduciosi e daranno del loro meglio, vogliono scrivere la storia”

Sfogliando la rosa del Rakow, salta agli occhi un ex Serie A, Dawidowicz.
“Non è un titolare stabile, è arrivato soltanto a gennaio e non ha ancora giocato alcuna gara dal primo minuto. Il blocco difensivo del Rakow, inamovibile da 4-5 anni, è ad oggi intoccabile, dunque è difficile per lui trovare spazio”


Rispettivamente con 16 ed 8 gol stagionali, Brunes e Rocha rappresentano i due profili maggiormente prolifici nella rosa polacca. Come può arginarli la Fiorentina?
“Brunes, cugino di un certo Erling Haaland, è un calciatore molto aggressivo, dunque dovranno stare molto attenti i portatori di palla ed i difensori in fase di impostazione. Lui cerca di recuperare palla nella trequarti avversaria, per far immediatamente male alla retroguardia avversaria. Rocha è un profilo con tanta esperienza, in questo momento è la riserva di Brunes”

Tra le tante esperienze che ti hanno visto protagonista come scout, vi è anche quella al Raktow. Quali sono le ambizioni della società? Come lavorano e quali sono i loro obiettivi?
“Il presidente è davvero tanto ambizioso, voleva portare la squadra della sua città in alto. Nel 2016 navigava nei bassi fondi della terza divisione polacca, in pochi anni è riuscita a portarla ai vertici del calcio polacco. Il loro stile di gioco è emblematico e la qualità individuale viene messa da parte preferendo il collettivo. Chiedevano noi di cercare profili con una grande etica del lavoro, disciplinati e disposti a sacrificare sé stessi per il club”

Che ricordo hai di quell’esperienza? Porti con te qualche rimpianto?
“L’esperienza è stata molto piacevole, ho lavorato con loro una stagione in cui abbiamo vinto il campionato, dunque è stato memorabile. Siamo riusciti a portare calciatori importanti, grazie al lavoro di tutto lo staff, ad esempio Yeboah, che poi è approdato al Venezia in Serie A.
Forse un rimpianto lo ho,c’è un giocatore che è stato molto vicino nel 2023 ma poi la trattativa è sfumata all’ultimo, si trattava di Fermín López. Il giocatore all’epoca stava trovando poco spazio e c’era un accordo per il trasferimento intorno ai 600.000 euro, ma il tecnico che era appena arrivato (Dawid Szwarga) non era sicuro che potesse essere pronto a giocare fin da subito e fece saltare la trattativa. Poi dalla stagione 2023/24 si è consolidato in prima squadra ed ora è uno dei giocatori chiave del Barcellona…”

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