Opponent Analysis, Ecco il Parma di Cuesta: caratteristiche e punti di forza

L'analisi del Parma di Carlos Cuesta, avversario della Fiorentina questo pomeriggio

La sfida di ritorno tra Fiorentina e Parma si presenta come una partita molto leggibile dal punto di vista tattico, soprattutto osservando la struttura di gioco della squadra allenata da Cuesta. Il Parma è ormai stabilmente impostato sul 3-5-1-1, anche se il tecnico spagnolo è piuttosto dinamico nell’adattare il sistema all’avversario mantenendo in ogni caso i propri principi di gioco: linee strette, grande compattezza e una squadra costruita con grande fisicità, considerando che quasi tutti i giocatori superano l’1,80 m di altezza.

L’idea difensiva dei ducali è quella di indirizzare gli avversari sugli esterni attraverso un blocco medio-basso o basso, con una priorità assoluta nel non concedere spazio nella zona centrale del campo. Tutti i giocatori partecipano alla fase difensiva, con dieci uomini sotto la linea della palla, e la squadra mantiene una forte compattezza orizzontale tra difesa e centrocampo, creando densità soprattutto nelle zone centrali. Anche nella costruzione il Parma segue schemi piuttosto riconoscibili: la manovra è spesso lenta e prevedibile, sviluppata con una circolazione che parte dal quinto e passa al braccetto, poi al centrale, nuovamente al braccetto e ancora al quinto. La difficoltà nel trovare linee di passaggio centrali porta spesso la squadra a sviluppare un possesso perimetrale nel quale finisce coinvolto anche Bernabè (assente quest’oggi per infortunio), e molte azioni terminano con lanci lunghi o cross.

Dal punto di vista dei dati di rendimento, il Parma occupa le posizioni basse della classifica degli xPts, ma in maniera coerente con quanto produce in campo: non è una squadra che overperform o underperform, ma che raccoglie sostanzialmente ciò che merita.

La squadra di Cuesta non fa del pressing il proprio principio dominante e recupera poche palle, anche se quando riesce a farlo è piuttosto efficace; allo stesso tempo però subisce circa cinque recuperi palla a partita, soprattutto a causa di una qualità tecnica non sempre elevata.

In fase offensiva il principale riferimento creativo sarebbe senz’altro Bernabè, che rappresenta la fonte più importante di pericoli per la squadra: è sesto in Serie A per occasioni create grazie alla sua qualità, alla visione e alla capacità di conduzione palla, pur non avendo grande fisicità.

Nonostante questo, il Parma produce pochi expected goals ma riesce comunque a concentrare il 35% dei propri gol e il 40% dei tiri nelle situazioni generate dal suo talento.

L’altro sbocco offensivo fondamentale è Pellegrino, secondo in Serie A per duelli aerei, che rappresenta il riferimento per i palloni lunghi e consente alla squadra di risalire il campo facendo salire il blocco.

Nel complesso però il Parma è una squadra che crea poco e segna poco: nei grafici che analizzano volume ed efficienza offensiva rientra chiaramente nel quadrante delle squadre più “sterili”, sia per produzione di gioco sia per efficacia sotto porta.

Anche il controllo del gioco conferma questa identità: il Parma non ha interesse a dominare il possesso o la partita, né con la palla né senza, e nel 60% dei casi lascia il controllo agli avversari.

L’andamento delle partite mostra come questo controllo resti quasi sempre simile, senza grandi variazioni, con l’eccezione della gara contro l’Hellas Verona giocata in superiorità numerica.

Di contro è evidente il cambiamento nel controllo delle partite da parte della Fiorentina da quando è allenata da Vanoli. Dal punto di vista difensivo il Parma mantiene una linea molto bassa e, proprio per la scarsa propensione al pressing, consente spesso agli avversari di giocare nella propria metà campo.

Nonostante questo, i numeri mostrano un’efficienza difensiva superiore a quella della Fiorentina: la squadra subisce più situazioni e più tiri, ma si tratta spesso di occasioni di bassa qualità che producono pochi tiri realmente pericolosi.

Questo aspetto è dato da tre fattori principali: la protezione dell’area di rigore, la forte densità centrale e la fisicità nei duelli individuali.

Non a caso, se si analizzano i tiri in porta rapportati agli expected threat, il Parma figura tra le migliori squadre della Serie A, così come resta tra le più solide anche per quantità di expected goals concessi agli avversari.

In sintesi il Parma emerge come una squadra estremamente compatta, fisica e organizzata nella protezione della propria area, poco interessata al controllo del gioco e con una produzione offensiva limitata ma concentrata su pochi riferimenti chiave, capace però di mantenere una buona efficienza difensiva anche concedendo volume di gioco agli avversari.

Condividi:

Leave a Reply

Discover more from SpaceViola

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading