Il difensore della Fiorentina, Daniele Rugani, si è presentato in conferenza stampa parlando della scelta di approdare a Firenze, ma anche dei suoi ultimi infortuni e della mancata entrata nella lista UEFA:
Prime parole da calciatore viola: “Ci tengo innanzitutto a fare un ringraziamento alla famiglia Commisso che mi ha permesso di essere qui, hanno attraversato un momento di sofferenza ma ci sono comunque vicini. Ringrazio anche il Direttore Goretti e Ferrari. Adesso sono un po’ più grandicello, ho vissuto momenti belli e alcune difficoltà che mi hanno fatto crescere come uomo e calciatore. Sono molto felice di essere qua e non vedo l’ora di dare una mano. Vengo da un momento complicato, sono stati dieci giorni di doppie sedute per essere a disposizione. Dovrei essere pronto per dare una mano col Pisa, sto meglio ogni giorno anche grazie allo staff”.
Su come arriva a Firenze in questo momento della carriera: “A 31 la carriera può ancora dare molto, entrano in gioco componenti come l’esperienza e molto altro ancora. I giudizi, però, li lascio agli altri. Io risponderò solo sul campo. Sono a disposizione della squadra e non vedo l’ora di far bene, non mi aspettavo di lasciare la Juventus ma il calcio è così: ti aspetti una cosa e poi accade altro. Con la Fiorentina è successo questo, ho deciso di seguire questo istinto, sono qua e non vedo l’ora”.
Su Paratici e su un possibile interesse della Lazio per lui a gennaio: “Non ci ho parlato a gennaio, ma sapevo sarebbe venuto qua ed è davvero bello averlo ritrovato. C’erano altre situazioni in ballo, sono felice che sia arrivata questa soluzione e appena abbiamo trovato gli accordi sono stato felicissimo”.
Sulla parola “continuità”: “Certamente, l’obiettivo che stiamo inseguendo è diverso da ciò che ci aspettavamo ad inizio stagione, quindi dobbiamo sapere che ogni gara sarà come una finale e ogni partita sarà molto pesante. Ce lo ricordano sempre il mister e il direttore, dobbiamo andare proprio verso la continuità tutti insieme. Solo così raggiungeremo l’obiettivo”.
Su Fagioli: “L’ho ritrovato cresciuto, sia come età che in campo. Si vede che il mister sta facendo un grande lavoro con lui in quel ruolo, perché in fase difensiva e nelle caratteristiche l’ho ritrovato migliore di prima. Nicolò sarà un giocatore importante e che muove molto gli equilibri”.
Su cosa l’ha spinto per approdare alla Fiorentina: “A volte l’istinto e la pancia ti seguono nelle scelte. Sono consapevole di dove sono, non ci si può nascondere: sarà una stagione di sofferenza ed è questo che mi ha riacceso la sensazione dentro. Mi sento un giocatore che può ancora dare tanto, ci sono tanti motivi personali per cui ho scelto la Fiorentina. Si tratta di un club prestigiosissimo, come prestigioso è il centro sportivo”.
Sul fatto di esser un difensore elegante: “Non so chi mi ha fatto questo complimento. Mi sento un difensore che bada molto al sodo, appunto, come dice il direttore, che “metto la testa nel carrarmato”. Il mantra dev’essere questo per raggiungere la salvezza”.
Su come ha trovato la retroguardia viola: “Per me difendere è un piacere, è un qualcosa che ho dentro. Vivo di queste cose. Cercherò di trasmettere questo mio lato ai compagni. Anche se la fase difensiva dipende da tutta la squadra, non solo dalla difesa. Stiamo migliorando perché la differenza tra vincere e non vincere la fa la difesa”.
Sul perché ha lasciato la Juventus: “È una cosa nata velocemente e ho preso la decisione in base al mio istinto”.
Su Kean: “Lui in questa squadra è decisivo. Quando gira lui, anche la squadra gira. Anche lui l’ho trovato cresciuto e maturato. Poi da quando sono arrivato ha già fatto due gol, speriamo porti bene…”.
Su un’ipotetica delusione dall’esclusione dalla lista UEFA: “È stata una scelta condivisa col mister e con lo staff medico. Sento di dover ancora ritrovare la condizione migliore, devo lavorare e mettere benzina, quindi va bene così. La decisione l’abbiamo presa insieme, ci sono tanti giocatori che faranno un bel lavoro e daranno il massimo in una competizione che da anni è importante per la Fiorentina”.
Su cosa si sente di trasmettere alla squadra: “Sono tra i più grandi in squadra e porterò quello che è il mio essere, quello che mi ha portato ad essere il giocatore che sono oggi: professionalità, impegno massimo e una serie di valori che vanno oltre il terreno di gioco che però sono importanti per fare la squadra. Io sono cresciuto imparando e prendendo spunto dai più anziani e i più esperti di me”.





