Corriere Fiorentino, Serviva tanto ottimismo per sperare in un risultato positivo: ora Lecce e Genoa

Serviva tanto ottimismo per pensare di fare risultato a #SanSiro contro l'#Inter. Adesso #Lecce e #Genoa prima della sosta

“Ci voleva parecchio ottimismo per pensare che la svolta sarebbe arrivata nello stadio più difficile d’Italia e contro la squadra probabilmente più forte d’Italia. Certo, sperare non costava nulla, ma la Fiorentina di fatto si è fermata a quello: a sperare. Sperare che il muro reggesse, e di portar via un punto che servisse a muovere un piccolo passo in classifica ma, più che altro, a trovare un po’ di morale. E invece no. Un’altra sconfitta (la quinta), e un paio di partite all’orizzonte che diventano le ultime occasioni per rimettersi in piedi”. Scrive così questa mattina il Corriere Fiorentino che analizza la sconfitta dei viola a San Siro contro l’Inter per 3-0. Prima della terza pausa nazionali della stagione la Fiorentina dovrà giocare contro Lecce e Genoa due sfide che dovranno servire ai viola (tutti compresi dalla società, all’allenatore ai giocatori) per rialzarsi e rilanciarsi. Se la svolta non dovesse arrivare neanche nei prossimi due incontri però, allora sì che la fiducia in Pioli da parte del club potrebbe venire a mancare.

Per il match del Meazza il tecnico parmense decide di confermare il 3-5-2 inserendo Viti e Comuzzo in difesa e rafforzando il centrocampo con Sohm e Ndour al posto di Fagioli e Nicolussi Caviglia. Come da copione la Fiorentina aspetta l’Inter in maniera ordinata nella sua metà campo. Nel primo tempo la squadra di Chivu spinge rendendosi però pericolosa dalle parti di De Gea, nettamente il miglior viola sul terreno di gioco, solo in due occasioni. Nella ripresa il forcing nerazzurro si fa più forte e, dopo almeno un paio di miracoli, l’estremo difensore spagnolo è costretto ad arrendersi di fronte alla rasoiata da fuori area di Chalanoglu. Sucic e ancora il turco, questa volta su rigore, regalano a Chivu il 3-0 finale. L’appuntamento adesso è con Lecce e Genoa, per due partite da aggredire fin dal fischio d’inizio. Senza paura, per uscire dalla zona rossa.

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