Bene le seconde linee, in ripresa solo alcuni leader: le due facce Viola tra Vienna e Bologna | Il Bilancio Del Giorno Dopo Fiorentina-Bologna

Andiamo con ordine: la Fiorentina vince a Vienna con un risultato secco, mai in discussione, di 3-0 sul Rapid. Un risultato utile in vista del percorso che i Viola hanno intenzione di fare in Conference League e che pone la formazione di Pioli momentaneamente al primo posto nella fase. Un risultato che però, poteva (e doveva) servire a dare fiducia in vista del Bologna. Ma alla fine si è rischiato il tracollo anche ieri, evitato solo grazie a due rigori e a tanta fortuna.

Molto bene le seconde linee. Quasi un paradosso visto l’andamento dello scorso anno, dove le seconde linee del giovedì erano quelle che faticavano nettamente di più. Adesso invece stanno mancando proprio i leader, stanno mancando i pezzi pregiati di questa formazione. Su tutti Gosens, anche ieri autore di una prestazione gravemente insufficiente e condita anche da qualche parola di troppo. Inspiegabile il suo momento. E con un Fortini così, autore dell’assist per Dzeko contro il Rapid Vienna e propiziatore dell’espulsione di Holme ieri, direi che il classe 2006 si è meritato una chance dal 1′ anche con l’Inter. Con lui, bene anche Ndour, seppur i ritmi in Conference agevolino le caratteristiche del giocatore. Positivo anche Comuzzo, che avrei riconfermato contro il Bologna, visto il momento di Pongracic che va al passo degli altri “big”.

Un punto che salva la faccia. Il risultato di ieri, nato, lo ribadisco, per caso. Due rigori, giusti per carità, ma che sono frutto di casualità, di momenti. Il Bologna ha più di qualcosa da recriminare, soprattutto sull’espulsione di Holm, perché nella stessa azione poteva esserci un rigore su Bernardeschi. Insomma, i rossoblù in 10 (e la Fiorentina in superiorità numerica) si sono trovati per caso. Il risultato smuove la classifica, di poco, di un solo punto, ma non toglie i Viola dai bassifondi (assieme a Pisa, Genoa e Hellas Verona).

E la Fiorentina poteva anche vincerla. E pensare che nel finale Dodô poteva regalare alla sua squadra i primi 3 punti in campionato. Un’imprecisione che costa cara e appuntamento rimandato, anche se sarebbero stati immeritati. Ma di questi tempi avremmo preso tutto.

Kean e Gudmundsson: i leader in crescita. Il primo si è preso e ha calciato il rigore del 2-2, ma è anche stato tra i più attivi là davanti nei momenti di difficoltà, mentre il secondo ha segnato il secondo gol consecutivo, dopo la rete dello 0-3 di Vienna. Segnali, piccoli segnali, da parte di due giocatori che dovrebbero essere leader di questa squadra. La Fiorentina riparta da qui, dalle piccole cose positive, come detto anche da De Gea (a proposito di leader).

Adesso l’Inter: cosa aspettarsi? Diciamocelo, la risposta appare scontata: una sconfitta. Viene da sé visto il momento. Ma se potessi dare un consiglio direttamente a Pioli, sarebbe quello di lasciare da parte il nome e schierare chi ha convinto di più in queste ultime uscite. Tra questi direi che c’è Fortini, così come Ndour, ma anche Comuzzo al posto di un deludente Pongracic. Non stravolgere, ma dare fiducia. Perderemo lo stesso? Ma a qualcosa dobbiamo aggrapparci, quantomeno alla volontà di alcuni singoli. Il resto, poi, vediamo come sarà.

Foto X ACF Fiorentina

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