Presenti un tempo solo e poche idee: siamo alle solite | Il Bilancio Del Giorno Dopo Fiorentina-Como

Siamo alle solite. Anno nuovo, stesse pretese (forse mai come quest’anno si era parlato di Champions League) e stessi risultati. È vero, siamo solo alla quarta giornata, ma se il buongiorno si vede dal mattino, anche questa stagione sarà piena di sofferenze, mediocrità e soliti risultati non in linea con le aspettative (a parole) da parte della dirigenza.

Mandragora illude, qualche sprazzo di calcio e poi il vuoto. L’inizio della partita sarebbe incoraggiante, dove il vantaggio firmato Mandragora fa pensare ad un pomeriggio tranquillo, dove la Fiorentina porta a casa i primi 3 punti della stagione. Ma il lampo dell’ex Torino rimarrà uno dei pochi del pomeriggio Viola. Anche se la prima frazione di gioco, seppur in modo caotico, è stata positiva nel complesso. Ma già dal 40′ sono iniziate le prime difficoltà, con il pressing del Como che è andato in crescendo. Prima un rigore tolto ai lariani, poi una rete in fuorigioco di Diego Carlos. E concludere i primi 45 minuti di gioco in vantaggio è stato comunque un lusso.

Un secondo tempo da comparse e il problema dei calci piazzati. Nella ripresa la squadra di Pioli ha proseguito sulla scia della fine del primo tempo: centrocampo basso, che fa fatica ad uscire dal pressing e difesa costantemente messa alle strette, soprattutto dagli esterni offensivi del Como. Poche idee, tanta sofferenza, e Fiorentina di conseguenza mai vicina al raddoppio. E alla fine sono gli ospiti a trovare il pareggio, su calcio piazzato. E proprio sulla fase difensiva nelle punizioni e nei calci d’angolo c’è da fare una riflessione: inconcepibile subire questi gol a palla ferma. Una squadra come il Como, forte e sicuramente piena di qualità, ma non eccellente in fase aerea ha messo in difficoltà la Fiorentina. Era successo a Cagliari e contro il Napoli: Pioli deve fare qualcosa concretamente.

La beffa nel finale, che rende ancora più amaro un pomeriggio grigio. Se il pareggio era già di per sé amaro, ecco la beffa nel finale: il gol di Addai, pagato 14 milioni dall’Az questa estate, porta i 3 punti alla squadra di Fabregas. Un investimento, un giovane interessante che ancora ha margini di miglioramento evidenti, ma che pone le basi per un futuro roseo al Como. La differenza tra chi ha davvero ambizione la si vede anche da queste cose, dalle squadre costruite con criterio e idee chiare.

Unica nota positiva: Fortini. Nonostante l’infortunio di Lamptey. Per un Lamptey che esce dopo appena 20 minuti, un Fortini che entra e stupisce. Niente di eclatante, ma tanta voglia di fare e di mettersi in mostra, anche con giocate rischiose. È lui una delle poche note liete del pomeriggio del Franchi, assieme appunto a Mandragora. E chissà che Pioli non possa riproporlo nelle prossime partite, magari sempre partendo dal 4-4-2 visto ieri.

Pioli sbaglia, ma gli errori stanno a monte. Se dicessi che Pioli non ha sbagliato niente, mentirei. Ma è anche vero che chi vuol fare passare questa squadra come fortissima, imbattibile e da Champions League deve riconnettersi con la realtà. Il Como ha una squadra, almeno da centrocampo in su, costruita con più testa e ragionamento. Non ero un fan di Palladino, non lo nascondo, ma anche un anno fa la società si è resa protagonista di diversi errori dal mercato. Quest’anno, come già ribadito nel bilancio di fine mercato, paghiamo l’assenza di un centrocampista con caratteristiche ben precise. Non si era notato? Credo che l’uscita di Mandragora per Sohm e Fagioli abbia evidenziato questa carenza.

Inutile però piangersi addosso. La stagione è lunga e Stefano Pioli è destinato a rimanerci fino alla fine. Pradè è stato chiaro. Lecito pretendere di più, ma un cambio allenatore è utopia: dunque remare tutti dalla stessa parte e sperare di uscirne al più presto è tutto ciò che dobbiamo auspicare.

Foto X ACF Fiorentina

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