FIORENTINA 5.5: una stagione che non può lasciare del tutto soddisfatti. L’obiettivo era migliorare la passata stagione, il piazzamento in classifica è migliorato, ma significa sempre Conference e la sensazione è di aver fallito un’occasione di fare il salto di qualità in un’annata in cui la Lazio era attaccabile, il Milan ha fallito, la Juventus e la Roma per larghi tratti hanno deluso. Se quattro anni fa si festeggiava la Conference, quattro anni dopo si festeggia ancora la Conference: non si può accogliere questo risultato con un sorriso.
PORTIERI
David de Gea 8: uno dei principali trascinatori di questa stagione. Arrivato con qualche scetticismo per l’anno di inattività, da professionista navigato si è subito calato alla grande in questa realtà e si è preso velocissimamente la porta. Subito decisive le parate nel play-off con la Puskas Akademia, nella prima parte di stagione porta in dote una serie di punti come nella sfida interna con il Milan in cui para due rigori, oppure a Como e a Genova quando cala una serie di miracoli. Non sempre impeccabile nella seconda parte di stagione, ma sempre la sensazione di avere uno dei portieri migliori del campionato che dà una certa tranquillità a tutto il reparto.
Pietro Terracciano 5: ogni volta che è stato chiamato in causa ha fatto tanta fatica. Non bene in Conference contro Pafos e Panathinaikos, non benissimo neanche in Coppa Italia contro l’Empoli. Perso il posto ha perso anche alcune delle certezze che aveva nelle passate stagioni.
Tommaso Martinelli s.v. : andranno fatte delle valutazioni su questo ragazzo. Il talento c’è e l’anno con De Gea può averlo aiutato, ma adesso avrà bisogno di giocare e di avere fiducia, magari anche in prestito.
DIFENSORI
Luca Ranieri 7: con la sua abnegazione e voglia è ancora una volta andato oltre i propri limiti, prendendosi addirittura la fascia da capitano. Baluardo lungo tutta la stagione, sia nella difesa a quattro che nella difesa a tre. Alcuni gol pesanti come all’Inter e al Betis, può ancora limare degli atteggiamenti eccessivi in campo come proteste e nervosismi che lo drenano dal punto di vista delle energie.
Pietro Comuzzo 6.5: prima parte di stagione imperiosa, nella quale si impone in coppia con Ranieri come punto fermo nelle otto vittorie consecutive. Marcatore eccezionale e perfetto in tutti gli interventi: così si è attratto le lusinghe del Napoli a gennaio. Da gennaio in avanti praticamente è sparito dai radar eccetto in Conference per l’arrivo di Pablo Marì: sarà comunque un uomo dal quale la Fiorentina ripartirà. Ancora margini di miglioramento specialmente dal punto di vista dell’impostazione e della costruzione.
Marin Pongracic 6: la media tra il desaparecido della prima parte di stagione e il protagonismo avuto nella seconda parte. Da braccetto della difesa a tre interpreta bene il ruolo, sganciandosi, mostrando una certa qualità in costruzione e con il pallone tra i piedi. Anche da lui la Fiorentina ripartirà, sperando che abbia maggiore continuità sotto il profilo fisico.
Pablo Marì 6: ha trovato grande spazio dal suo arrivo e ha permesso alla Fiorentina di tornare alla difesa a tre dopo i pessimi tentativi di inizio anno. Sicuramente non nel pieno della carriera e non un campione, ma un calciatore che è stato funzionale a un disegno tattico.
Matias Moreno s.v. : poco spazio trovato e spesso adattato come quinto, da vedere le sue potenzialità.
Dodo 7.5: quest’anno non ha avuto praticamente infortuni e ha giocato con una costanza di rendimento e con una qualità davvero notevole a destra, affermandosi come uno dei principali esterni a tutta fascia della Serie A. Può migliorare quando arriva in zona realizzativa, sia in termini di gol che di assist. Potenzialità che si vedevano nelle passate stagioni e che si sono sviluppate maggiormente in questa, anche nei momenti meno felici della squadra.
Robin Gosens 8: un trascinatore e un capitano aggiunto in tutto e per tutto. Appena sbarcato da Berlino, segna subito il gol di testa che vale il pari casalingo con il Monza, si adatta a fare il terzino facendo sacrifici in fase difensiva ed esplode ancora di più nella seconda parte dell’anno da esterno a tutta fascia, quando può far vedere tutte le sue doti di spinta. Una risorsa in zona gol: risolve le sfide con Genoa e Lecce, fa doppietta al Betis e segna anche alla Juve. Per leadership inoltre è un vero e proprio capitano, così come per esperienza internazionale.
Fabiano Parisi 5.5: un calciatore ancora troppo leggero, che non incide mai né in fase di spinta, né di contenimento e che si vede davvero troppo poco quando gioca. Si tratta solo di un rincalzo per Gosens e nulla più.
Lucas Martinez Quarta 5.5: la gestione di un calciatore così attaccato a Firenze poteva essere sicuramente diversa da parte dell’allenatore. Veniva da un’annata da protagonista con Italiano, mentre non trova mai la collocazione nella difesa a tre con Palladino e poi viene accantonato e venduto a gennaio dopo aver rinnovato nell’estate scorsa.
Cristiano Biraghi 5.5: anche la gestione nei suoi confronti poteva essere diversa. Sicuramente non è nel cuore della carriera, ma il tentativo di metterlo come braccetto nella difesa a tre è quantomeno bizzarro e non poteva valorizzare le sue doti principali.
Michael Kayode 6- : c’è un po’ di rammarico nell’aver fatto partire un giovane di così spiccato talento e potenzialità. Non ha mai trovato spazio per la presenza di un Dodo sicuramente in gran forma, ma forse un po’ più di centralità nel progetto poteva averla.
CENTROCAMPISTI
Rolando Mandragora 7+ : una stagione cominciata in sordina e che ha avuto una crescita eccezionale nella seconda parte, con grande protagonismo in zona offensiva, una presenza sempre dinamica in mezzo al campo e le caratteristiche del box-to-box moderno che la Fiorentina non ha trovato in altri calciatori.
Danilo Cataldi 6+ : quando c’è stato è stata una colonna del centrocampo della Fiorentina, dando equilibrio e prima costruzione. Davvero troppi però gli acciacchi fisici che sono il motivo per il quale probabilmente si dovrebbe andare a reperire un calciatore più giovane e affidabile in quel ruolo.
Yacine Adli 6: prima parte di stagione in cui si impone come regista di grande qualità e dalle grandi giocate, poi dopo il mercato di gennaio ha una serie di problemi fisici che lo fanno praticamente sparire dal campo. In questo senso a probabilmente la scelta della società di non andare a riscattarlo.
Edoardo Bove 7: era il vero e proprio jolly tattico di Palladino nella Fiorentina delle vittorie consecutive. Esterno a sinistra facendo centrocampista, terzino e ala insieme, corsa, intensità, equilibrio, tecnica e motore. La speranza di tutti è che questo ragazzo possa presto tornare a calcare i campi da calcio e i grandi palcoscenici.
Nicolò Fagioli 6+ : parte forte subito dopo l’arrivo dalla Juve e proprio la partita contro i bianconeri è il suo apice. Un periodo di appannamento dopo il ritorno delle voci sul caso scommesse e poi una nuova fiammata nel finale a Udine con il gol che contribuisce al riscatto obbligatorio da parte della Fiorentina. Tecnica superiore, regia di alto livello: può diventare un cardine del centrocampo viola.
Amir Richardson 6: un avvio un po’ stentato, un adattamento non facile, ma una seconda parte di stagione in cui piano piano è emerso sempre di più il suo talento. Le potenzialità ci sono e sul lungo periodo, il marocchino può diventare un centrocampista di alto livello e utile per la Fiorentina.
Michael Folorunsho 6: messo in tutti i ruoli eccetto che nel suo, come mediano box-to-box utile in entrambe le fasi. Ci mette comunque applicazione e impegno sia da esterno a tutta fascia che da esterno alto, semplicemente non era la sua posizione.
Cher Ndour 5: a differenza di Richardson, in questo calciatore di potenzialità non se ne intravedono tante dal punto di vista tecnico. Vedremo che impiego se ne vorrà fare nella prossima stagione.
ATTACCANTI
Moise Kean 8.5: l’uomo copertina della stagione della Fiorentina. 25 gol stagionali, vice-capocannoniere del campionato, decisivo in tante grandi partite e capace di far reparto da solo anche in un gioco in cui non gli arrivano tante palle gol. Stagione stupenda, specialmente considerate quali erano le aspettative di inizio anno, ossia di un giocatore con delle potenzialità, ma ancora tutto da vedere. Devastante sotto il profilo fisico e diventato stella polare di questa squadra.
Albert Gudmundsson 5.5 : era l’acquisto con maggiori aspettative della scorsa campagna acquisti estiva e per vari motivi la sua stagione non lascia pienamente soddisfatti. La media gol per minuti giocati è molto elevata, segno che ha fatto la differenza, ma ci sono stati diversi problemi tra infortuni e questione processuale, oltre a un rapporto mai decollato con Palladino, che non hanno mai fatto decollare il suo matrimonio con la Fiorentina. Avrà un’altra stagione a disposizione?
Lucas Beltran 6: dà sempre l’idea di essere inconsistente, in qualsiasi ruolo giochi e in qualunque posizione lo si impieghi. Gioca esterno, seconda punta, mediano, mezzala, terzino, ma non convince mai del tutto. Era stato preso per fior fior di milioni come punta e ancora con due allenatori non è mai apparso un giocatore veramente risolvente e di personalità.
Andrea Colpani 4.5: anche lui era arrivato con altre aspettative, ma non è mai sbocciato. Paga la pressione diversa da Monza a Firenze, paga un sistema di gioco che forse non lo ha mai messo nelle condizioni ideali, anche nelle otto vittorie consecutive in cui era un “falso” esterno e doveva salvaguardare le avanzate di Dodo. Matrimonio mai sbocciato e non verrà riscattato dal Monza.
Nicolò Zaniolo 4: arrivava da Bergamo per cercare di riscattarsi e non ha mai trovato grande spazio all’interno di questo progetto. Nelle poche apparizioni comunque non ha brillato né da punta, né da esterno e la chiusura peggiore è arrivata dopo Fiorentina-Roma del campionato Primavera.
Riccardo Sottil 6: girato al Milan in prestito a gennaio dopo probabilmente il suo periodo migliore. Tra novembre e dicembre stava trovando incisività anche in zona gol, era l’unico esterno che riusciva a saltare l’uomo e a strappare, caratteristiche che la Fiorentina poi ha perso nel corso della stagione.
Jonathan Ikoné 5.5: Palladino un po’ ci ha provato specialmente in Conference, ma è apparso il solito Ikoné poco risolutivo e poco concreto in zona gol e nell’ultima scelta.
Christian Kouamé 5: subito l’allenatore non gli ha dato grande spazio e, visti i limiti tecnici, non è certamente un rimpianto che sia stato accantonato e girato in prestito all’Empoli.
ALLENATORE
Raffaele Palladino 5.5: tanti alti e bassi all’interno della stagione, dalle otto vittorie consecutive ad alcune sconfitte davvero inopinate contro le piccole. La costante di questa annata è stata una proposta di gioco non all’altezza e che ha penalizzato la squadra soprattutto nelle sfide contro formazioni della parte destra della classifica. La sensazione è quella di non aver sfruttato fino in fondo un materiale e una squadra che non sarà semplice allestire di nuovo nei prossimi anni. Paga sicuramente un po’ di inesperienza anche nella gestione non sempre impeccabile di alcuni elementi dello spogliatoio. Proprio la mancanza di un gioco convincente non ha mai fatto accendere fino in fondo il rapporto con i tifosi, basti pensare che, nonostante la capienza ridotta, al Franchi quest’anno ci sono stati appena due sold-out. Da lui ci si aspetta un passo in avanti nella stagione 2025/2026.
DIRIGENZA
Daniele Pradé 6+ : sicuramente sono positive le due campagne acquisti, sia estiva che invernale, che hanno consegnato a Palladino una squadra rinforzata rispetto agli scorsi anni. Non sono state perfette le tempistiche dei due mercati, spesso ridotte agli ultimi giorni e non ha convinto fino in fondo neanche la comunicazione e la dialettica verso l’allenatore, un giorno supportato e l’altro quasi scaricato. I due sapranno andare di pari passo e di comune accordo nella prossima stagione? Da questo dipenderà tanto della stagione della Fiorentina.







