Vanoli: “Dzeko ha difeso la squadra, il lavoro da fare non mi spaventa”

La Fiorentina è sempre di più dentro a un tunnel interminabile: i Viola perdono 1-0 anche in casa contro l’AEK Atene e vedono complicarsi persino il percorso in Conference League. Una prestazione nella quale non si può salvare praticamente niente e che anche l’allenatore Paolo Vanoli non ha voluto minimizzare: “Io penso che quando parlavo di esperienza, parlavo proprio di Dzeko che ha vinto due Premier League e una Bundesliga e finalmente c’è un giocatore che ha difeso la squadra, abbiamo fatto un passo in avanti. Lui non si è tirato indietro, ha detto che abbiamo fatto c****e. Da allenatore si vorrebbe sempre vincere e se la Fiorentina si trova in questa situazione vuol dire che ci sono tanti problemi e la strada non è lunga, di più di lunga e ci saranno tanti alti e bassi. Dobbiamo toglierci un po’ di paura come era successo nel secondo tempo con la Juventus, dobbiamo andare a cercarci la fortuna, volevamo risolvere individualmente tutti i problemi, ma non c’è un giocatore che da solo può risolvere la partita. Nel finale ho messo le due punte, Gud mezzala, Fazzini esterno. In questo momento non te ne va bene una, vedi il fuorigioco, ma dobbiamo essere tignosi. I tifosi con la Juve hanno visto il cuore, ma anche stasera i ragazzi ce l’hanno messo. La strada è lunghissima e ci sono tanti problemi, sennò la Fiorentina non avrebbe cambiato allenatore“.

Sugli errori commessi: “Sto cercando di far capire ai ragazzi che l’errore fa parte della vita ed è come si reagisce all’errore che fa la differenza, il problema è evidentemente più mentale. Quando ci sono squadre che ti fanno giocare, devi creare attraverso delle idee. Ndour nel primo tempo era sempre fuori posizione, così come Ranieri che era troppo largo. Da quando sono arrivato sapevo che c’era tanto da lavorare, mi dispiace per la pessima prestazione, ma di certo non mi spavento. Adesso andiamo al Viola Park e domani mattina ci rimettiamo a lavorare“.

Sulla mancanza di lucidità: “Bisogna fare la cosa semplice e capire che cosa succede. Per generosità a volte si vuole fare di più, ma bisogna essere più lucidi e più pazienti. Nella stanchezza abbiamo fatto degli errori incredibili, Nicolussi ha fatto troppi tocchi quando aveva la palla, la giocata in questo momento non ti esce mai, dobbiamo invertire piano piano questo aspetto negativo. Nel secondo tempo contro la Juventus eravamo andati meglio ed era più semplice perché loro ti vengono a pressare e ti velocizzano il gioco. Dobbiamo imparare a fare la partita e a imporre il nostro gioco, dicembre sarà il mese della verità contro squadre con cui dovremo fare punti. Avevo paura quando sono arrivato e avrò paura fino all’ultima giornata“.

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