In vista della sfida di giovedì sera tra Fiorentina e Real Betis, la nostra redazione si è messa in contatto con Alonso Riera, noto giornalista spagnolo e titolare della trasmissione “El Pelotazo”, nonché collaboratore di Marca. Nel corso del colloquio abbiamo parlato dell’imminente sfida, commentando la prestazione del Benito Villamarín. Per lui, come per la maggior parte dei suoi colleghi spagnoli, il discorso non è ancora chiuso, anzi. Nonostante la sconfitta per 2-1 in terra andalusa, la Viola può ancora recuperare. Rimanete fino alla fine per scoprire come.
Nella partita d’andata Pellegrini ha sfruttato ogni spazio concesso dalla Fiorentina, i cui esterni tendono a salire molto per dare una mano in manovra offensiva, concedendo forse qualche spazio di troppo. Credi che sia stata questa la chiave della partita?
“Sicuramente Pellegrini l’ha preparata molto bene ed ha sfruttato al meglio le qualità dei suoi centrocampisti. Non è di certo una novità data la sua enorme esperienza come allenatore. Sembrava che il tecnico argentino avesse perso se stesso negli ultimi anni, per poi ritrovarsi completamente qua a Siviglia, città dove si vive di calcio. Qua ci sono 700.000 abitanti, e quando nascono devono decidere: o Real Betis o Siviglia, non ci sono altre opzioni.”
Pellegrini non è stato di certo l’unico a ritrovarsi. All’andata abbiamo assistito all’immensa leadership di Isco, per non parlare delle qualità di Antony. Possiamo definire Siviglia una città in cui giocatori ed allenatori si ritrovano, un po’ come successo a Firenze con Kean e Fagioli?
“Mi piace questa similitudine. È vero, a Firenze c’è un’intera città a tifare una sola squadra, ma trovo poche differenze tra i due ambienti. Entrambe sono due bellissime città, che attraggono migliaia di turisti e che piacciono molto anche ai calciatori. Sicuramente il clima aiuta a dare il meglio di sé. Isco Alarcón è stato per molto tempo svincolato, ormai sembrava un calciatore finito, invece è arrivato qua ed ha conquistato il cuore di tutti. Anche Antony ha trovato la miglior forma di sé, da quando è arrivato lui la stagione è cambiata completamente. Un altro calciatore che ha vissuto una situazione analoga è Lo Celso. Tutti ricordiamo cosa ha fatto al PSG e al Tottenham. Pur di farlo giocare, Pellegrini l’ha spostato più indietro, perché sulla trequartisti c’è Isco. Allo stesso tempo, ciò che sta facendo Palladino è fantastico, Kean è un giocatore formidabile, sono contento che sia esploso.”
Oltre a Moise, potrei sapere se c’è qualche altro calciatore viola che l’ha stupita?
“Più di Kean mi è piaciuto molto Albert Gudmundsson. Qua a Siviglia ci incantano i calciatori che giocano palla a terra, che saltano l’uomo ed inventano. È normale dunque rimanere stupefatti da Gudmundsson, un vero e proprio numero 10. Mi ha stupito anche perché i suoi numeri quest’anno non sono di certo da fuoriclasse, con la Roma ha fatto ben poco. La sua qualità sommata alla rapidità e forza fisica di Kean formano una delle coppie d’attacco più in forma del momento.”
Tornando al Betis, oltre ai soliti, c’è qualche altro calciatore che potrà risultare decisivo nel match di ritorno oppure qualcuno che farà parlare di sé in futuro?
“Ho parlato con Riera la scorsa settimana. Mi ha detto che per far male alla Fiorentina l’ideale è giocare con il falso nueve. Purtroppo, o per fortuna, Bakambu è nel suo miglior momento degli ultimi anni, dunque sarebbe impossibile privarsi di lui. Credo che come all’andata, possa segnare di nuovo anche al ritorno. Sicuramente Ezzalzouli (autore del gol dell’1-0 all’andata) sta facendo molto bene, però uno che ha un grandissimo potenziale è Jesus Rodríguez. Non molti lo conoscono. È cresciuto nel Real Madrid e sta iniziando a far parlare di sé in Spagna. Da quando è andato via Assane Diao ha trovato più spazio. Ezzalzouli sta convincendo ultimamente, ma Jesus è andato molto vicino a strappargli il posto da titolare, ricorda molto Joaquín, che è una leggenda per noi.”
In quanto alla partita di giovedì, cosa pensa che debba fare la Fiorentina per ribaltare il risultato e quante possibilità pensa che ci siano?
“Sicuramente non è facile, il Betis ha una rosa con più qualità ed esperienza, però la Fiorentina, trascinata dal suo pubblico, può ancora dire la sua. Ciò che credo è che se la Viola riuscirà a partire bene e segnare nei primi 20 minuti, poi sarà tutto in discesa. Se devo dare una percentuale direi 45% Fiorentina e 55% Real Betis.”
Gli scontri tra italiane e spagnole ci tengono sempre incollati allo schermo. È sicuramente anche il caso di Inter-Barcellona, in programma questa sera. Cambiando argomento, quali sono le sue sensazioni per questa sera?
“Sì, è vero, le italiane e le spagnole si incontrano spesso e ci fanno sempre divertire. Sicuramente il Barcellona ha più qualità, ma mi piace tantissimo come Inzaghi mette in campo i suoi, che sono sempre pronti a punire ogni disattenzione avversaria. Credo che sia una finale anticipata, nonostante il PSG stia sorprendendo molto. Tutto dipenderà da come le due squadre scenderanno in campo, sarà una sfida da 50 e 50.




