DS CELJE A SV: “VOGLIAMO CAMBIARE LA PERCEZIONE DEL CALCIO SLOVENO. GUDMUNDSSON ORA CI RISPETTERÀ DI PIÚ”

Intervista con Gennadiy Golubin, direttore sportivo del Celje

In occasione di Fiorentina-Celje, valida come partita di ritorno dei quarti di finale di Conference League, spaceviola.com ha avuto l’onore di intervistare in esclusiva il direttore sportivo della squadra slovena, Gennadiy Golubin. Di seguito, le sue dichiarazioni:

Come sta vivendo l’ambiente questa cavalcata europea? Ve lo aspettavate?
Se ti dico che ce lo aspettavamo, non mi credi… ma è così. Ce lo aspettavamo, perché qui abbiamo grandi ambizioni, dal presidente all’allenatore, passando per i calciatori e noi della dirigenza. Quando Riera è arrivato, già in una delle prime riunioni ha parlato con il presidente di quale fosse il prossimo obiettivo (avevamo appena vinto il campionato sloveno). La risposta, sia nostra che di Albert (Riera), è stata unanime: la Champions League. Non è una sorpresa per noi essere arrivati a questo punto della competizione; magari gli avversari non se lo aspettavano, ma noi ci abbiamo sempre creduto. Poi Riera è fenomenale nel trasmettere ai calciatori i messaggi in cui crede, e questo permette di raggiungere risultati che vanno anche oltre le nostre possibilità.”

C’è un calciatore che vi “spaventa” più di altri della Fiorentina?
“No, noi rispettiamo tutti, ma non abbiamo paura di nessuno.”

C’è qualcosa in particolare che proverete a fare meglio oggi, e che magari non vi è riuscito come volevate all’andata?
“Anche oggi, come la scorsa settimana, proveremo a scendere in campo con la stessa mentalità. Cercheremo di dominare il gioco, come abbiamo già fatto: non siamo venuti qui semplicemente per metterci dietro e ripartire. Fa parte del nostro DNA: il club, Riera e i giocatori credono che si possano raggiungere risultati cercando di imporci, senza subire gli avversari ma provando a dominarli. Se restiamo dietro e ci limitiamo a difendere, non abbiamo chance.”

Che tipo di approccio vi aspettavate da parte della Fiorentina nella prima gara?
“Ci aspettavamo che giocassero come hanno giocato, perché il nostro mister prepara ogni gara nei minimi dettagli, studiando l’avversario in profondità. Crediamo di poterli sorprendere oggi, cambiando qualcosa. Albert dice sempre che non gioca mai due partite allo stesso modo, perché cerca sempre di modificare qualcosa per sorprendere l’avversario.”

Il fatto che abbiate raggiunto un risultato storico per il calcio sloveno vi crea un po’ di pressione, o siete solo concentrati sul vostro obiettivo?
“Come puoi sentire dal rumore che stanno facendo sopra, sono tutti molto felici (ride, ndr). Non sentiamo la pressione, siamo tutti molto motivati e felici. È la ventesima partita della competizione che giochiamo, e abbiamo visto una crescita in ogni match. Abbiamo raggiunto la giusta fiducia per poterci esprimere al meglio, senza sentire la pressione.”

C’è un calciatore del Celje a cui dovremmo prestare particolare attenzione?
“Abbiamo già ricevuto molti interessamenti in vista dell’estate per diversi nostri calciatori, e sarà difficile per me rimpiazzarli nel modo giusto (ride, ndr). Ci sono già cinque o sei giocatori che hanno opzioni concrete. Se però devo indicare un calciatore che merita più attenzione, vista la sua crescita durante la stagione, è Tamar Svetlin. Anche Armandas Kucys, ma purtroppo non è a nostra disposizione a causa di un infortunio al ginocchio per cui si è operato a Roma due o tre giorni fa.”

Vorrei aggiungere che, per noi del club e per il calcio sloveno, essere passati dall’ottavo posto in campionato al raggiungimento dei quarti di finale di una competizione europea è un risultato straordinario. Inoltre, per rispondere ad Albert Gudmundsson che, dopo la partita contro il Panathinaikos, ha detto di non sapere dove fosse Celje, probabilmente dopo l’andata ci conosce meglio e ci rispetta di più. Vogliamo che la percezione del calcio sloveno cambi in Europa, e che non si pensi che giocare contro di noi sia una passeggiata. E speriamo anche che gli altri club del nostro campionato capiscano che, come livello, siamo vicini anche a squadre importanti degli altri tornei europei.

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