Le pagelle di Hellas Verona-Fiorentina 1-0

David de Gea : non sempre precisissimo nei rilanci e nei disimpegni, appare un po’ sorpreso anche quando non blocca la conclusione da...

David de Gea: non sempre precisissimo nei rilanci e nei disimpegni, appare un po’ sorpreso anche quando non blocca la conclusione da fuori di Sarr. Rimane a lungo disimpegnato, non può nulla . 6

Dodo: si vede quasi più in fase di ripiegamento che in fase di spinta, ci mette la solita corsa ed energia, si guadagna qualche fallo prezioso, quando arriva davanti è un po’ troppo frenetico e sbaglia alcune scelte. 5.5

Luca Ranieri: attento in marcatura, non è molto sollecitato e quando è chiamato a uscire si vede qualche limite, infatti preferisce andare sempre lungo. Decisivo nel salvataggio sul tiro quasi a botta sicura di Sarr. 6.5

Dal 72’ Pablo Marì: fa il suo debutto ed entra in maniera negativa nell’episodio del vantaggio del Verona. 5

Pietro Comuzzo: rischia un po’ più rispetto a Ranieri la prima costruzione, anche lui è molto attento prendendosi a uomo Livramento e non facendolo quasi mai agire. Decisivo nel finale con un paio di ottimi interventi. 6.5

Fabiano Parisi: si vede un po’ più di Dodo nella metà campo avversaria, ma anche lui è leggero e frenetico e sbaglia alcune scelte come la gestione di una promettente ripartenza in cui aveva tutta la fascia libera. 5.5

Danilo Cataldi: molto in ombra. Da quando è rientrato dall’infortunio la forma non sembra essere delle migliori e a centrocampo non scombina mai lo spartito, non dà mai un cambio di ritmo. Brutta anche l’esecuzione della punizione da distanza promettente. 5

Rolando Mandragora: anche lui insieme a Cataldi fa fatica a far girare la mediana. Non si vede quasi mai e non dà un contributo a dare una svolta alla manovra. 5

Dal 67’ Amir Richardson: entra e si prende subito il giallo stendendo Suslov lanciato in ripartenza. Pessimo approccio. 5

Lucas Beltran: generosità e grande spirito di sacrificio. Gioca in tutte le posizioni, largo a destra, mezz’ala, trequartista, si prende diversi falli e prova a far risalire la squadra. 6

Nicolò Zaniolo: torna nella sua posizione naturale a destra e ci mette corsa, fisico e tecnica, cercando di andare alla conclusione, mettendo un buon invito per Kean dopo aver saltato Tchatchoua. Nel secondo tempo si inventa l’occasione più pericolosa andando a un passo dal gol e mancando il tiro davanti a Montipò. Sembra essersi calato bene in questa realtà. 6.5

Dall’85’ Maat Caprini: anche lui entra nell’episodio del vantaggio del Verona. 5.5

Michael Folorunsho: uno dei più positivi. Svolge molto bene la doppia fase, mette due traversoni pericolosi per Kean e Zaniolo dai quali poteva nascere un pericolo e si prende con furbizia una punizione dal limite. Cala nel secondo tempo con un giallo ingenuo e meno verve. 6

Dal 72’ Cher Ndour: entra in un ruolo non suo e fa un po’ di fatica. 5.5

Moise Kean: va subito vicino al gol dopo pochissimo con un bel colpo di testa, poi fa la guerra con i rocciosi difensori del Verona e si prende spintonate e botte. Poi il brutto colpo subito nel secondo tempo e l’apprensione. 6

Dal 67’ Nicolò Fagioli: quanto meno mette un po’ di ordine al centrocampo in una fase difficile. 6

Allenatore Raffaele Palladino: parte ancora con la mediana Cataldi-Mandragora e Fagioli fuori, ma le idee di gioco ancora latitano, le occasioni non sono tantissime e la Fiorentina nel finale rischia più di una volta di subire il gol, fino a prenderlo. Perde anche Kean, una delle poche certezze di una squadra che non ha un’identità. Cambi che sono disastrosi e sinonimo di un allenatore in confusione e che non ha il minimo coraggio. Urgono riflessioni sulla sua figura. 3

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