I tre punti del lunedì #39

La Fiorentina ha un problema di identità tattica?

1. C'è un problema di identità?

Premettiamo subito: si parla di identità tattica, di principi di gioco, non di famiglia e appartenenza. Perché se è importante il fattore "ambiente positivo" tanto nel rendimento individuale quanto in quello collettivo, lo è anche quello dell'organizzazione su come stare in campo, sul cosa fare in campo. E la Fiorentina in questo va a corrente alternata, è evidente. Con picchi notevoli in positivo ma anche in negativo.

Contro il Como – compagine posizionale, guardiolesca, che vuole gestire il possesso e ti aggredisce alto in non possesso – dopo la sfuriata dei primi 10' ci siamo fatti prendere le misure, senza più aver opzioni. I lariani hanno avuto una sicurezza nella circolazione della palla che a noi è mancata, e hanno arenato i nostri tentativi di sviluppo verticale. Tentativi troppo basati su un'asse (Ranieri che imposta diretto verso Zaniolo) davvero improbabile da poter funzionare. L'assenza di Kean si sapeva pesante ma lo è stata forse oltremisura, e per sostituirlo con Zaniolo servivano soluzioni diverse in costruzione. La scelta di non affidare a Fagioli l'uscita bassa in vece dell'assente Adli, per provare a metterlo nelle vesti di regista offensivo lasciando in mezzo la coppia Cataldi-Mandragora, ha avuto il retrogusto di rifiuto a un approccio della gara più proattivo, più propositivo.

Ci sono state prestazioni importanti e risultati pesanti con un assetto tattico conservativo e orientato sui contropiedi, ed è indubbio che – rispetto a un sistema senza palla più aggressivo e orientato sui duelli, come praticato da Palladino a Monza – la squadra in tante situazioni si trovi più a suo agio così, affidandosi alle doti tecniche e atletiche dei suoi uomini migliori. Ma alla Fiorentina serve anche di saper giocare (e vincere) senza per forza soffrire, sudare, vivere la partita come una guerriglia, e oggi sulla carta avrebbe anche le risorse tecniche per cambiare approccio e risolvere queste incertezze. Potrebbe però mancarle il tempo.

2. Il tempo e le scelte

A 13 partite dalla fine del campionato, con una corsa all'Europa tutta da giocare, è difficile avere il modo di studiare un diverso sistema di gioco e di equilibri. Se da un lato Palladino ha a disposizione una profondità e qualità di rosa notevole (seppur con sostanziali differenze a seconda dei reparti), dall'altro è stato costretto per vari motivi a dover sempre lavorare di rincorsa. La contraddizione di fondo è che l'impianto che lui aveva pensato in estate per la squadra non esiste, ed è stato in molti modi rigettato dai giocatori. Si è dovuto passare di espediente in espediente, di tentativo in tentativo nella ricerca di un equilibrio di squadra, e la doppia rivoluzione (di fine agosto e di fine gennaio) dell'organico ha sì portato risorse tecniche importanti, ma ha anche ridotto il margine per trovare meccanismi consolidati in un gruppo che a livello tattico non può essere del tutto amalgamato.

La sensazione è che il mercato invernale sia andato proprio nella direzione di dare tante opzioni al tecnico per allestire quella squadra che lui pensava a giugno. Paradossalmente, reintraprendere ora quel percorso può esser un rischio che Palladino potrebbe non voler correre, in primis per non togliere certezze ai suoi giocatori in un momento delicato della stagione (si pensi alla partita contro il Napoli). Tuttavia, avere una navigazione a vista da qui a fine stagione affidata alla straordinaria forma di Moise Kean (e all'appello costante all'intensità), non è una buona premessa nel confronto con le competitor.

3. Le prossime sfide

La Fiorentina attualmente è sesta in classifica, a -4 dalla zona Champions, che essa comprenda anche il quinto posto o meno. Virtualmente in realtà è settima, perché Milan e Bologna le sono sotto di un punto e devono recuperare proprio una gara che le vedrà sfidarsi (per la classifica avulsa parziale, anche un pareggio tra emiliani e lombardi con tre squadre a pari punti favorirebbe il Bologna). Sta tutto lì, da giocare, tutto alla portata. Ma bisogna smettere di lasciare punti pesanti per strada che di fatto vanificano certe ottime prestazioni. Le prossime due, la trasferta di Verona e il Lecce in casa, sono gare che possono permettere di muovere la classifica e riprendere fiducia a patto di non sottovalutarle, soprattutto nei ritmi portati in campo. Dopo, ci sarà un filotto terribile: andata degli ottavi di Conference, Napoli, ritorno degli ottavi, Juve in casa, Atalanta in casa, Milan a San Siro, eventualmente i quarti di Conference. Facciamo le formichine, e prepariamoci per la tempesta.


I tre punti del lunedì” sono una rubrica settimanale di SpaceViola, a cura di Federico Castiglioni. Se ti ha convinto o se invece preferisci offenderlo per quanto hai letto, puoi seguirlo o contattarlo qui. Oppure qui. Il giovedì mattina passa su RadioFirenzeViola.


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